
Non solo Milano. Nella prima metà del 2026, le startup italiane hanno raccolto 643,43 milioni di euro in 83 operazioni, per un totale di 82 milioni di euro.% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Questi dati, presentati durante SIOS26 Summer a Cagliari, segnano un profondo cambiamento: meno round, ma molto più consistenti, segnalando un ecosistema che sta maturando verso vere scaleup.
Il motore di questa crescita è l'intelligenza artificiale. Le startup B2B basate su soluzioni AI rappresentano attualmente 24.1% di tutte le operazioni di investimento, superando settori storicamente forti come deeptech, medtech, fintech, cybersecurity e cleantech. Non si tratta più di scommesse isolate: L'AI è diventata la lente attraverso la quale i fondi italiani leggono le opportunità di mercato.
Da un punto di vista geografico, la concentrazione rimane forte: La Lombardia assorbe 61,2% del capitale raccolto (circa 393,5 milioni di euro), seguito dal Lazio con 20,2 milioni%. Tuttavia, il fatto che questi numeri vengano raccontati da Cagliari, e non da un evento milanese, è di per sé un segnale: L'Italia meridionale sta iniziando a rivendicare il suo posto nella narrativa del venture capital nazionale, anche se il capitale effettivo rimane concentrato nel Nord.
Per chi osserva l'ecosistema, la lezione è duplice: da un lato, l'IA si conferma la categoria di investimento dominante; dall'altro, la geografia del capitale continua ad essere una questione aperta. Sostenere gli hub emergenti al di fuori dei soliti poli potrebbe essere la prossima grande scommessa per i fondi e i responsabili politici che vogliono un ecosistema veramente distribuito e resiliente.
